domenica 12 marzo 2006

San Francisco

Le prime righe che ho scritto su questo blog parlano di un viaggio, di un aereo verso gli Stati Uniti. Ho trascorso una bellissima vacanza on the road, esplorando quasi tutta la costa della California e poi passando, nel giro di tre giorni, dalle scintillanti luci di Las Vegas al meraviglioso silenzio del Grand Canyon.

Ma la
città che ho avuto l’occasione di conoscere meglio è senza dubbio San Francisco. E ai classici itinerari turistici ho affiancato un’esplorazione più creativa e disordinata: un’abitudine che ad ogni viaggio mi lascia un patrimonio di consigli preziosi per amici e conoscenti. Vediamo un po’…

Per la maggior parte del tempo ho alloggiato al YMCA Hotel in Golden Gate Avenue, che non è vicinissima all’omonimo ponte ma si trova
in posizione comoda e semi-centrale. L’albergo è annesso ad un centro sportivo e culturale da cui prende il nome (la sigla vuol dire Young Men Christian Association), e gli ospiti possono usufruire di tutti i servizi del centro: al mattino infilavo costume olimpionico ed accappatoio, montavo in ascensore e mi trovavo direttamente in un’ottima piscina al coperto. Il posto è un po’ basic, non c’è il bagno in camera ma soltanto i servizi ai piani (pulitissimi). Ma costa davvero poco e nelle tariffe include persino un piccolo breakfast e la connessione ad Internet wi-fi illimitata.

Le attrazioni turistiche? Bisogna assolutamente vedere ed utilizzare i mitici Cable Car, suggestivi tram/funicolari non motorizzati che scalano le ripide colline della città. A metà del percorso di entrambe le linee più popolari, Powell – Hyde e Powell – Mason, vale la pena di scendere per visitare il Cable Car Museum. La Powell – Hyde inoltre ferma nei pressi della Crookedest Street of the World, il pezzetto della lunghissima Lombard Street caratterizzato da strettissimi e ripidi tornanti e reso famoso da alcuni film di Hollywood. Attenzione: una corsa singola sul Cable Car costa ben 5 dollari, ma è possibile acquistare dei convenienti Passport giornalieri, per week-end o settimanali che garantiscono l’accesso illimitato a tutti i mezzi pubblici: oltre ai Cable Car, moltissime efficienti linee di autobus (quasi tutte elettriche) e una linea tranviaria che utilizza una collezione di tram storici restaurati provenienti da molte città americane e… da Milano! Sì, i vecchi tram arancioni con le panchine di legno! Infine, naturalmente il Golden Gate Bridge è imperdibile. E’ possibile percorrerlo a piedi o in bicicletta, e in quest’ultimo caso è ottima l’idea di avventurarsi per sentieri nell’ampia Golden Gate National Recreation Area, visitare la piccola e graziosa Sausalito, e infine fare ritorno a San Francisco caricando la bici su uno dei piccoli traghetti che portano al Fisherman’s Wharf, la zona di negozi e locali per turisti che trova la sua massima espressione nel Pier 39. Nonostante i continui ripidi saliscendi, la bicicletta è un ottimo ed economico mezzo di trasporto: quasi tutti gli autobus sono dotati di un comodo supporto per caricarla. Shopping. I negozi di souvenir sono per lo più sulla costa nord: Fisherman’s Wharf, Pier 39… ma quelli leggermente più lontani dal passaggio dei mezzi pubblici sono meno affollati e più grandi ed economici: Beach Street @ Leavensworth Street, ad esempio.

Lo shopping vero e proprio si svolge invece nei dintorni di Union Square: da non perdere i negozi monomarca di L
evi’s, North Face, Guess, Kenneth Cole. Immancabile una visita a Macy’s, Gap, Old Navy, Banana Republic. Per i tecnofili c’è l’Apple Store, o CompUSA per chi preferisce i pc. La sorpresa più bella? Il mitico marchio Levi’s è stato fondato proprio qui a San Francisco, e i jeans costano fino al 70% in meno rispetto all’Italia! Cibo. A San Francisco si mangia davvero bene, senza spendere più di tanto. Complice il cambio favorevole con il dollaro, il costo della vita è decisamente inferiore rispetto a Milano. Ma meglio evitare i locali concepiti esclusivamente per turisti. Qualche suggerimento? Lombard Street (nella sua parte ovest, ben lontana dalla famosa Crookedest Street ma piuttosto vicina al Golden Gate Bridge) ospita il Bay Watch, ristorantino ideale per la colazione o il pranzo: le omelettes sono una meraviglia. Poco distante, in Buchanan Street, i più golosi non rinunceranno ad un salto da Just Desserts. Se vi manca il cibo italiano, vicino al quartiere giapponese c’è Pasta Pomodoro: tutt’altro che una cattiva imitazione in salsa americana, perché persino i primi piatti sono buoni per davvero. Infine, in Union Street c’è la sede originaria di North Beach Pizza, che oggi ha diverse filiali ed è stata premiata come miglior pizzeria della città.

I posti di cui ho parlato sono evidenziati da un piccolo scarabocchio sulla cartina ormai logora che ho utilizzato. Di fianco una scansione. Ma ovviamente Internet è sempre la fonte più affidabile ed aggiornata per qualsiasi indicazione.


Due indirizzi su tutti:
www.sanfrancisco.net e www.google.com/local. Sì, il servizio di ricerca locale di Google negli Stati Uniti ha un’efficacia ai limiti della magia! Mi risparmio quindi di indicare l'indirizzo esatto di tutti i luoghi che ho citato. Buon viaggio!

martedì 7 marzo 2006

Modafinil: la pillola che cancella la stanchezza

Stress. Credo sia una delle parole più utilizzate nel linguaggio contemporaneo.

Chiunque voglia vendere un prodotto dotato di qualsiasi effetto benefico, salutare o rilassante esordisce con una premessa tipo: "La vita di ogni giorno, i ritmi lavorativi e lo stress ti distruggono? Niente paura..."

Nel mio caso, una delle maggiori fonti di stress e frustrazione è data dal fatto di non avere abbastanza tempo: amo fare milioni di cose, ma a stento riesco a ritagliarmi la possibilità di seguire, di tanto in tanto, le mie principali passioni. E quando ci riesco, spesso sono troppo stanco o assonnato per godermele appieno.

Durante l'Università, per alcuni periodi, ho vissuto (qui in Italia) con il fuso orario di New York City. Mi alzavo intorno alle 14: doccia, pranzo, ed ero giusto in tempo per seguire via internet l'apertura di Wall Street. Poi vivevo una normalissima mezza giornata italiana. Ma dopo mezzanotte la città era mia!

Potevo passare la notte a studiare o a lavorare al computer, lasciando la finestra aperta senza sentire alcun rumore. Potevo saltare in moto e andare a vedere le stelle senza sapere cosa fosse il traffico. Le stelle?!? Beh, sì: naturalmente non vivevo ancora qui a Milano...

Non rimpiango quei tempi in senso assoluto. E amo molti aspetti di Milano. Ma vorrei provare ancora, di tanto in tanto, la sensazione di "positiva solitudine" di quelle notti.

Dove voglio arrivare? Semplice.

Chi di voi non ha mai sognato di non aver bisogno di dormire? Di poter restare sveglio per decine e decine di ore, senza minimamente avvertire sonno e stanchezza? Sarebbe fantastico.

Leggete questo articolo.

"Un sogno per chi considera il dormire uno spreco di tempo, la soluzione ideale per chi vorrebbe una giornata lunghissima, senza fine. Basta una pillola. Si chiama Modafinil ed è capace di dimezzare il bisogno di sonno. (...) Lanciata nel ’98 negli Stati Uniti, per moltissimi americani è diventata insostituibile. Basti pensare che il fatturato delle vendite è passato dai 25 milioni di dollari del ’99 ai 575 milioni nel 2005. Un fenomeno di cui si è accorto il settimanale scientifico Usa New Scientist che al Modafinil ha dedicato la copertina e un lungo articolo. (...) La pillola anti sonno riesce a fornire al fisico la stessa sensazione di riposo data da 8 ore di sonno. Ma è diversa da tutte quelle sostanze che si usano per mantenersi svegli come la caffeina o le anfetamine. (...) Dà una sensazione naturale di allerta e mancanza di sonno senza il potente sbalzo fisico e mentale dei precedenti stimolanti. E lascia senza debito di sonno"


Ora, io detesto le medicine: le assumo solo quando è strettamente necessario, e raramente vado oltre un'Aspirina o uno Zerinol. Ma c'è una parte di me che, al di là di ogni valutazione di rischio ed opportunità, proverebbe subito questa pillola.

Insomma... la possibilità di sentirsi freschi, tonici, invincibili, reattivi... un'inarrestabile macchina da guerra... capace di passare dal lavoro allo sport agli hobbies senza battere ciglio... senza mai esaurire il tempo e le energie...

Potrei mantenere gli attuali ritmi lavorativi e in più frequentare tanta gente, allenarmi per la maratona, leggere montagne di libri, andare assiduamente in palestra, guardare decine di film, fare trekking, rispondere a tutte le mail, nuotare ogni mattina, portare al limite la nuova gomma della mia moto, smanettare con il computer, chiamare le tante persone a cui voglio bene e che non sento mai...

E questo sarebbe soltanto l'inizio.

Ma una pillola può essere una vera soluzione? Probabilmente no. E poi dormire, tutto sommato, è bello. Il fatto è che le scorciatoie sono sempre un'irresistibile tentazione...

lunedì 6 marzo 2006

Realizzare video per iPod, PSP, cellulari

Facciamo un passo indietro. Quali sono i due formati video accettati dall'ultima versione di iPod?

- H.264, risoluzione 320 x 240, bitrate fino a 768Kbit/sec, 30 fps, audio AAC-LC campionato a 48Khz stereo;

oppure:

- MPEG-4 SP, risoluzione fino a 480 x 480, 2,5 Mbit/sec, 30 fps, audio AAC-LC fino a 160 Kbit/sec a 48Khz stereo (estensioni .m4v, .mp4 e .mov).

Qualsiasi video che non risponda a questi requisiti provocherà il rifiuto da parte di iTunes di caricarlo sull'iPod. Ma niente paura: non occorre ricordare tutta questa roba...

Un piccolo software come ImTOO Mpeg Encoder ha p
arecchi settings preimpostati tra cui scegliere per la conversione dei propri video, inclusi quelli che tanto piacciono al nostro iPod, quello destinato alla Playstation Portable, e il leggerissimo formato 3gp che consente la fruizione di video su molti telefonini: