mercoledì 18 marzo 2009

www.picker.it

My brand-new blog is now on-line!

Written in English and frequently updated (well... at least this is the commitment), it can be reached with a click here.

venerdì 23 novembre 2007

Honda VFR 800



Per scelta non ho mai acquistato un'automobile. Guidavo quelle dei miei genitori, guido quella della mia fidanzata e ricorro spesso al noleggio.

La moto è un'altra cosa. Ho sempre scelto moto nuove e quasi mai concesso ad altri di guidarle. Con la moto c'è un rapporto personale, un'alchimia che consente di condurla d'istinto, con i movimenti del corpo, fino a rendere entusiasmante l'equilibrio precario dell'essere su due ruote.

E' il mio mezzo di trasporto con qualsiasi condizione meteorologica, la mia compagna di viaggi passati e futuri, una delle mie grandi passioni.

La mia prima moto è stata una Suzuki DR 125. L'ho usata per 10 anni (da quando ne avevo 16) ed è ancora in garage, custodita come una reliquia. E' una moto poco potente e un po' ballerina, ma leggerissima e quindi agile e divertente. Mi ha seguito in esperienze inimmaginabili per una "motina" della sua cilindrata.

Nel 2004 ho investito la prima vera tredicesima nell'anticipo per una Yamaha FZ6. Naturalmente sono entrato in un'altra dimensione: moto vera, tanti cavalli, prime escursioni a medio-lungo raggio. La FZ6 dà il meglio nel misto, sia in montagna che su strade gustose tipo la Val Trebbia o la Costiera Amalfitana. Gomme e telaio sono perfetti per i cambi di direzione, ma l'erogazione del 4 cilindri pone la coppia massima davvero troppo in alto per sfruttare appieno il motore. L'ho cambiata dopo 2 anni, appena pagata l'ultima rata, principalmente perchè percorrevo un sacco di chilometri ed ero stufo di ritrovarmi interamente ricoperto di moscerini.

Dunque ho acquistato la mia Honda VFR nel 2006, ma la "corteggiavo" da molti anni: l'ho sempre vista come invidiabile esempio di equilibrio tra sportività e comodità, divertimento e viaggi.

Ricordo perfettamente il primo impatto. Abituato alla FZ6, ho dovuto per prima cosa adattarmi ai semimanubri e soprattutto fare i conti con un peso sensibilmente maggiore. Una volta in marcia, mi ha colpito la stabilità e la precisione della moto: "va sui binari", mi dicevo.

Oggi, dopo 15.000 chilometri in un anno e mezzo, posso valutarla in modo più completo.

Cominciamo dai PRO:

- linea tagliente ed accattivante, a cui ho contribuito con un portatarga artigianale che valorizza maggiormente le marmitte alte

- ciclistica di ottimo compromesso tra impostazione sportiva e turistica

- discreta protezione aerodinamica, grazie anche alla sostituzione del cupolino con un modello originale Honda più sagomato e protettivo

- affidabilità praticamente totale

Insomma la VFR dimostra grande equilibrio e versatilità, come ogni Honda che si rispetti.

Forse sono un po' in una fase di stanchezza, forse la recente visita all'EICMA mi ha fatto venire voglia di cambiare, ma temo che i CONTRO siano più consistenti:

- erogazione appuntita per via del VTEC, sistema che fa lavorare la moto a due valvole per cilindro fino a circa 6.700 giri per poi passare a 4 valvole (buona idea in linea teorica, ma che porta ad un vuoto di coppia appena sotto quella soglia e ad un successivo picco che dà seriamente ai nervi nel misto, quando si passa continuamente da 2 a 4 valvole)

- assenza di una soluzione efficace per i bagagli, visto che le valigie laterali originali costano uno sproposito e soprattutto lasciano la moto stuprata da un telaietto tubolare che rovinerebbe anche la linea di un'Africa Twin...

- assenza di un vero computer di bordo (addirittura il cruscotto della FZ6 era più completo, visto che almeno segnalava i Km percorsi dal momento dell'entrata in riserva)

- consumi un pelo alti, considerata la cilindrata

In sintesi la VFR è un'ottima moto, su cui però Honda dovrebbe lavorare per renderla più innovativa (attraverso soluzioni a misura di motociclista, anzichè introducendo il VTEC!).

L'ho scelta per la sua eccellente tradizione e non sono pentito dell'acquisto, ma guardo con tentazione ad alternative maggiormente fruibili e al passo coi tempi, capaci di privilegiare la coppia ai medi regimi rispetto alla potenza massima. Due nomi su tutti:
Suzuki Bandit 1250s, Yamaha FJR 1300.

venerdì 9 novembre 2007

Ducati sul tetto del mondo

La gara di Valencia ha concluso un motomondiale mai così sorprendente, ma che non sarà certo ricordato tra i più combattuti della storia. Il trio Desmo-Bridge-Stoner ha dominato dall'inizio alla fine, lasciando agli altri solo le briciole...



Ducati. Questa è la più bella notizia: i ragazzi di Borgo Panigale le hanno date di santa ragione ai giganti giapponesi, dimostrando una supremazia tecnologica che va dalla mitica distribuzione desmodromica ad una gestione dell'elettronica che ad oggi appare insuperata. Grazie a loro, l'Italia si è finalmente dimostrata protagonista assoluta in MotoGP anche al di là del fenomeno Valentino.

Stoner. Seguo il motomondiale da molti anni, ma non ricordo un exploit paragonabile a quello del giovanissimo australiano. Nel 2006 era un esordiente talentuoso ma incostante, abituato a finire sui giornali più per le continue cadute che per qualche brillante prestazione. Il passaggio in Ducati gli ha regalato un'intesa perfetta con il proprio mezzo, e così Casey è diventato uno schiacciasassi. Insomma, voto 10 al tempismo ma anche al talento: nell'intero campionato Stoner non ha mai commesso un vero errore. E pensare che la Ducati un anno fa l'ha preso praticamente ai saldi, dopo aver provato inutilmente a confermare il disastroso Gibernau e ad ingaggiare Melandri...

Capirossi. Il grande Loris è purtroppo uno degli sconfitti. I dati oggettivi sono impietosi: con la stessa moto di Stoner ha concluso il mondiale al 7° posto con 166 punti, contro i 367 del neo-campione del mondo. Eppure fino allo scorso anno Loris si era dimostrato l'unico in grado di tirare fuori il massimo dalla Ducati... La verità è che il passaggio alle 800 e la nuova elettronica hanno portato la rossa di Borgo Panigale a sviluppare una moto per nulla adatta alle sue caratteristiche, sotto
una serie di aspetti che probabilmente non saremo mai in grado di comprendere appieno. Al tempo stesso, Capirex si è trovato a subire una situazione psicologica difficile, già vissuta quasi 20 anni fa ma nel ruolo opposto: qualcuno ricorda il 17enne Loris Capirossi che esordisce come compagno di squadra del veterano Fausto Gresini e vince subito il mondiale delle 125?

Rossi. Lo sconfitto per eccellenza. Se lo scorso anno ha buttato via un mondiale in cui si era comunque dimostrato il più forte, stavolta il verdetto è invece incontestabile. Nelle prime gare è sembrato l'unico possibile avversario di Stoner, poi una seri
e di problemi ed errori l'ha relegato in posizioni per lui inimmaginabili fino a poco tempo fa. Buona parte dei demeriti va senza dubbio alla Yamaha, ed è evidente che le Michelin sono risultate per la prima volta inferiori alle Bridgestone. Ma Valentino non sembra più il campione di una volta, capace di guidare al di sopra dei problemi: a parte qualche acuto (Mugello e Assen) ha vissuto una stagione in ombra, in cui ci ha messo del suo ogni volta che moto e gomme non l'hanno tradito (imperdonabile la caduta del Sachsenring, gara in cui Bridgestone e Ducati gli erano chiaramente inferiori). Insomma, il talento c'è e non si discute, ma Rossi non è più un extraterrestre. E così l'illazione secondo cui il vero vantaggio di Valentino negli anni scorsi derivasse dalle gomme speciali realizzate nella notte pre-gara (oggi vietate dal regolamento) trova sempre più sostenitori...

E adesso? Io non vedo l'ora che cominci il campionato 2008!

Le premesse per un grande spettacolo ci sono tutte, grazie anche ad un buon rimescolamento delle carte: Rossi con le Bridgestone, Melandri in Ducati, Capirossi in Suzuki, Hopkins in Kawasaki...

Rossi-Bridgestone. Che dire?
O la va o la spacca. La scelta di passare alle Bridgestone dimostra coraggio ma pone un rischio enorme: quello di un recupero della leadership tecnologica da parte di Michelin, già intravisto nell'ultima parte di stagione. In più Rossi sarà l'unico pilota Yamaha ad utilizzare gli pneumatici giapponesi, per cui le sue esigenze non saranno certo prioritarie nel loro sviluppo. Infine, devo dire che mi è piaciuto molto poco il modo in cui questo matrimonio si è concretizzato: Valentino ha puntato i piedi a mo' di bambino, dopo una stagione passata continuamente a lamentarsi, fino a spingere il boss della Dorna ad imporre (o quasi) alla Bridgestone la fornitura delle gomme. Quando vinceva sembrava avere molto più stile...

Melandri-Ducati. Il ravennate ha un talento capace di entusiasmare, ma sembra andare spesso in confusione quando si tratta di setup della moto e in più dimostra talvolta una certa fragilità psicologica: due caratteristiche che potrebbero non favorire il suo rapporto con la moto italiana e con l'ingombrante compagno di squadra. I primi test sembrano confermare questi timori, ma Marco avrà diversi mesi per ambientarsi prima dell'avvio di stagione. Le speranze di vedere un duo moto-pilota italiano al vertice della MotoGP sono tutte su di lui.

Capirossi-Suzuki. Il divorzio con la Ducati era inevitabile, sia per la mancanza di feeling con la GP7 che per motivi contrattuali (la famosa opzione su Melan
dri). Sono un suo tifoso e potrei essere poco obiettivo, ma credo che Loris abbia fatto un'ottima scelta: la Suzuki è una buona moto, che può ancora crescere sotto la guida di un pilota esperto come lui. Non sarei sorpreso di vedere la sigla CAP nelle prime posizioni fin dall'inizio del campionato. E spero con tutto il cuore che Loris riesca a conquistare un mondiale della MotoGP prima di appendere il casco al chiodo! Nei primi test a Valencia è stato subito veloce e si è dimostrato molto soddisfatto: "Dopo soli tre giri avevo il sorriso stampato in faccia. La moto ha un comportamento ottimale, ed anche l’erogazione del motore è ottima. Rispetto alla Ducati manca un po’ di potenza in alto, ma in Giappone ci stanno lavorando e non ho motivo per essere preoccupato. Mi aspettavo che la Ducati fosse superiore a tutti sul piano dell’elettronica e invece dopo aver guidato la Suzuki devo ricredermi. Su questa moto ci sono davvero poche cose che non mi convincono, e la cosa più bella è che non devo adattarmi alle sue caratteristiche. Se una moto non ti piace, non puoi farci nulla, e questa a me piace parecchio".



Oltre a tanti cambiamenti, ci saranno importanti conferme. Su tutti il piccolo spagnolo Pedrosa, che ha concluso la stagione in crescendo fino a strappare a Valentino (con un po' di fortuna) il secondo posto in classifica generale. Mi aspetto infatti dalla Honda un'importante reazione a questa stagione piuttosto negativa, di cui potrebbe beneficiare anche il suo compagno di squadra Hayden, che quest'anno ha difeso davvero male il suo numero 1.

Infine c'è il capitolo degli esordienti. Il mio favorito è senza dubbio Dovizioso, che ritengo il più grande talento dell'attuale classe 250. Il dominio dell'Aprilia gli ha negato il titolo, ma lui ha sempre guidato al di sopra dei problemi e staccato all'ultimo centimetro. E' un talento vero, sa essere aggressivo, ha sempre il controllo della situazione. Andrea avrà a disposizione "soltanto" una Honda MotoGP clienti, ma credo che saprà dimostrare il suo valore.

D'altra parte Lorenzo non ha vinto due mondiali della 250 per caso, nè soltanto grazie alla sua moto. Il suo esordio nella massima categoria sarà in sella ad una Yamaha ufficiale, come compagno di squadra di Valentino Rossi. I due piloti avranno però un'importante differenza: pneumatici Michelin per Lorenzo, Bridgestone per Rossi. Vedremo chi sorriderà a fine stagione. Sempre dalla 250 arriva in MotoGP il sanmarinese De Angelis: come Dovizioso avrà a disposizione una Honda clienti, gestita però dall'ottimo team Gresini.

Insomma, gli ingredienti per un gran bel mondiale ci sono tutti. Spero in un grande equilibrio, visto che quest'anno le vere emozioni me le ha regalate soltanto la Superbike.

L'appuntamento è per il 9 marzo in Qatar!

giovedì 30 novembre 2006

ipTV: da spettatori a utenti

Alcuni mesi fa ho tenuto un intervento sulle potenzialità della televisione via IP. E' da allora che volevo trasformare quelle idee in un post.

E il motivo per cui lo faccio proprio stasera, dopo una lunga giornata in ufficio e un duro allenamento di nuoto, mi appare profondamente misterioso.

Il punto di partenza non può che essere Internet. Un medium? Una tecnologia? Una rivoluzione? Inutile tentare qualsiasi descrizione. Guardiamo piuttosto il disegno con cui Tim Berners Lee, uno dei papà del world wide web, diede vita all'ipertesto. Si trova al Computer History
Museum di Mountain View, California. E a me dà la sensazione di un'idea geniale...


Lo stile non ricorda un po' il diagramma che Doc Brown disegna nel 1955 dopo aver battuto la testa sul water, da cui l'idea del flussocanalizzatore che permette di viaggiare nel tempo?

:-D Indimenticabile! Ma non divaghiamo...

Il punto è che Internet ha rivoluzionato la nostra vita perchè ci permette di dialogare, interagire, personalizzare. Nella rete ciascuno di noi è protagonista e può creare il suo modo personalissimo di interpretare, gestire, coinvolgere nella propria vita informazioni e strumenti in continua evoluzione.

La televisione è invece il medium passivo per eccellenza. Davanti al piccolo schermo siamo spettatori, consumatori di pubblicità, fruitori di un palinsesto che qualcun altro ha pensato per noi.

Il vantaggio della televisione? L'immediatezza. La semplicità di utilizzo. La sfida dell'ipTV? Portare sul televisore le stesse incredibili potenzialità del web. Insomma, la vera interattività alla portata di tutti. Quando avremo finalmente archiviato tecnologie nate già vecchie come il digitale terrestre, che è tutto fuorchè interattivo, sarà attraverso il protocollo IP che la televisione potrà vivere una seconda giovinezza.

Prendete l'italiano medio, quello che è un po' intimidito da questi computer che fanno viaggiare informazioni attraverso i cavi di tutto il mondo... Poi dategli un telecomando. Improvvisamente si sentirà a proprio agio, e saprà utilizzarlo anche per una fruizione via via più personalizzata, attiva, on demand.

Molto presto, con il suo telecomando, controllerà meteo e traffico di qualsiasi città del mondo attraverso videocamere in diretta, avvierà la visione di qualsiasi contenuto nel momento che preferisce, condividerà le foto delle vacanze con l'immancabile zio d'America... E costruirà in quattro e quattr'otto un suo palinsesto, proprio come io oggi personalizzo la mia home-page di Google attraverso decine di feed RSS!

lunedì 7 agosto 2006

Finanza Democratica

Lo chiamavano "il leader della finanza democratica". Erano i tempi della bolla di Internet, quando guadagnare in Borsa era la cosa più facile del mondo: bastava scegliere qualcosa che avesse un nome-punto-com. Ma lui già predicava l'importanza di adottare delle regole per i propri investimenti e di informarsi in modo indipendente.

Sto parlando di Francesco Carlà.

Professore, opinionista, consulente di investimento? Non saprei. Sicuramente un tizio con le idee chiare.

Seguendo i suoi suggerimenti sono diventato un investitore migliore.

Tutto parte da un metodo, che Carlà esprime attraverso quindici "comandamenti" (in grassetto i miei preferiti).

1 Impara a farti le tue analisi.
Non è poi così difficile. Io credo moltissimo nelle analisi fondamentali: una società non è solo un simbolo e un mucchietto di numeri. E' molto di più. Grazie ad Internet possiamo saperne moltissimo. Sulle società.

2 Non credere a tutto quello che leggi.
La maggior parte degli analisti sono pagati per far vendere azioni. Per questo mi fido solo degli analisti indipendenti. Fallo anche tu.

3 Non scegliere un broker solo per il prezzo.
E' possibile che ci siano spese nascoste. O peggio. E magari quando ti serve non funziona.

4 Impara quando è il momento di vendere.
Non è vero che è meglio un uovo oggi di una gallina domani. Non sempre. A volte invece di un uovo puoi avere un intero allevamento di pollastri. Quelli che hanno venduto le ottime azioni che hai comprato tu.

5 Controlla le tue emozioni.
La borsa è una metafora dell'esistenza. Solo i disciplinati vincono. Gli altri perdono sempre. Anche quando pensano di aver vinto.

6 Guarda dove investono i vincitori.
Se Paul Allen (fondatore di Microsoft con Gates e solo un po' meno ricco di lui) compra un'oscura società Internet chiamata Go2net (gnet-nasdaq), un motivo ci deve essere. Grazie ad Internet ci sono un sacco di modi per sapere dove mettono i soldi i winners.

7 Controlla dove mette i soldi la società.

8 Ricorda che le azioni più care possono essere sottovalutate.

9 Tieni d'occhio il management.

10 Cerca di prevedere il futuro.

11 Ascolta e comprendi prima di agire.

12 Non insistere quando non funziona.

13 Convinci te stesso se vuoi convincere il mercato.

14 Non pensare mai che la finanza sia un casinò.

15 Più sai e più guadagnerai.

Il principio è semplice: Internet mette a nostra disposizione uno strumento di informazione straordinariamente vasto e libero, che possiamo sfruttare per prendere in mano la gestione dei nostri soldi, ed evitare di pagare dazio a chi negli ultimi anni ci ha consapevolmente suggerito investimenti come Cirio e Parmalat.

Un ottimo punto di partenza può essere semplicemente la potentissima piattaforma gratuita di Yahoo! Finance.

L'obiettivo di Carlà è battere regolarmente gli indici del mercato, attraverso un'attività di "stock picking" frutto di un'attenta informazione.

Non è così difficile se ci si pone come investitori e non speculatori: è sufficiente scegliere i "vincitori", acquistarli nei momenti di debolezza creati ad arte dai grandi investitori, e attendere pazientemente che il mercato riconosca il loro valore.

Può valerne davvero la pena.

Ecco alcuni numeri della newsletter gratuita di Carlà:

- Lettera a tutti di Francesco Carlà

- Difendere il nostro tenore di vita

- Diventare prosperi

- La coscienza finanziaria dei Fwiani

- Le cinque tracce dei Vincitori (1/2)

- Le cinque tracce dei Vincitori (2/2)

- Mille euro diventano un milione (di euro)

domenica 18 giugno 2006

MotoGP, che paura!

Ragazzi... che roba...

Gibernau sembra aver spento il cervello, e assieme agli incolpevoli Capirossi e Melandri ha rischiato la vita alla partenza del GP di Catalunya di poco fa.

E' andata bene, salvo il fatto che i tre piloti non hanno potuto disputare la gara e Loris ha perso il primato in classifica, superato da Hayden e quasi raggiunto da Valentino Rossi.

Si diranno tante cose su quanto accaduto...

Io vorrei sottolineare il carattere e il coraggio che Loris ha dimostrato per l'ennesima volta: ancora barcollante, dopo essere stato privo di sensi, si è alzato dal lettino perchè voleva correre!!

Del resto, le grandi prestazioni che nella sua meravigliosa carriera ha mostrato nonostante gravi infortuni (ricordo in particolare un podio ad Assen con la mano gonfia come un melone a causa di una frattura) sono ormai una leggenda.

Proprio come lui.

domenica 12 marzo 2006

San Francisco

Le prime righe che ho scritto su questo blog parlano di un viaggio, di un aereo verso gli Stati Uniti. Ho trascorso una bellissima vacanza on the road, esplorando quasi tutta la costa della California e poi passando, nel giro di tre giorni, dalle scintillanti luci di Las Vegas al meraviglioso silenzio del Grand Canyon.

Ma la
città che ho avuto l’occasione di conoscere meglio è senza dubbio San Francisco. E ai classici itinerari turistici ho affiancato un’esplorazione più creativa e disordinata: un’abitudine che ad ogni viaggio mi lascia un patrimonio di consigli preziosi per amici e conoscenti. Vediamo un po’…

Per la maggior parte del tempo ho alloggiato al YMCA Hotel in Golden Gate Avenue, che non è vicinissima all’omonimo ponte ma si trova
in posizione comoda e semi-centrale. L’albergo è annesso ad un centro sportivo e culturale da cui prende il nome (la sigla vuol dire Young Men Christian Association), e gli ospiti possono usufruire di tutti i servizi del centro: al mattino infilavo costume olimpionico ed accappatoio, montavo in ascensore e mi trovavo direttamente in un’ottima piscina al coperto. Il posto è un po’ basic, non c’è il bagno in camera ma soltanto i servizi ai piani (pulitissimi). Ma costa davvero poco e nelle tariffe include persino un piccolo breakfast e la connessione ad Internet wi-fi illimitata.

Le attrazioni turistiche? Bisogna assolutamente vedere ed utilizzare i mitici Cable Car, suggestivi tram/funicolari non motorizzati che scalano le ripide colline della città. A metà del percorso di entrambe le linee più popolari, Powell – Hyde e Powell – Mason, vale la pena di scendere per visitare il Cable Car Museum. La Powell – Hyde inoltre ferma nei pressi della Crookedest Street of the World, il pezzetto della lunghissima Lombard Street caratterizzato da strettissimi e ripidi tornanti e reso famoso da alcuni film di Hollywood. Attenzione: una corsa singola sul Cable Car costa ben 5 dollari, ma è possibile acquistare dei convenienti Passport giornalieri, per week-end o settimanali che garantiscono l’accesso illimitato a tutti i mezzi pubblici: oltre ai Cable Car, moltissime efficienti linee di autobus (quasi tutte elettriche) e una linea tranviaria che utilizza una collezione di tram storici restaurati provenienti da molte città americane e… da Milano! Sì, i vecchi tram arancioni con le panchine di legno! Infine, naturalmente il Golden Gate Bridge è imperdibile. E’ possibile percorrerlo a piedi o in bicicletta, e in quest’ultimo caso è ottima l’idea di avventurarsi per sentieri nell’ampia Golden Gate National Recreation Area, visitare la piccola e graziosa Sausalito, e infine fare ritorno a San Francisco caricando la bici su uno dei piccoli traghetti che portano al Fisherman’s Wharf, la zona di negozi e locali per turisti che trova la sua massima espressione nel Pier 39. Nonostante i continui ripidi saliscendi, la bicicletta è un ottimo ed economico mezzo di trasporto: quasi tutti gli autobus sono dotati di un comodo supporto per caricarla. Shopping. I negozi di souvenir sono per lo più sulla costa nord: Fisherman’s Wharf, Pier 39… ma quelli leggermente più lontani dal passaggio dei mezzi pubblici sono meno affollati e più grandi ed economici: Beach Street @ Leavensworth Street, ad esempio.

Lo shopping vero e proprio si svolge invece nei dintorni di Union Square: da non perdere i negozi monomarca di L
evi’s, North Face, Guess, Kenneth Cole. Immancabile una visita a Macy’s, Gap, Old Navy, Banana Republic. Per i tecnofili c’è l’Apple Store, o CompUSA per chi preferisce i pc. La sorpresa più bella? Il mitico marchio Levi’s è stato fondato proprio qui a San Francisco, e i jeans costano fino al 70% in meno rispetto all’Italia! Cibo. A San Francisco si mangia davvero bene, senza spendere più di tanto. Complice il cambio favorevole con il dollaro, il costo della vita è decisamente inferiore rispetto a Milano. Ma meglio evitare i locali concepiti esclusivamente per turisti. Qualche suggerimento? Lombard Street (nella sua parte ovest, ben lontana dalla famosa Crookedest Street ma piuttosto vicina al Golden Gate Bridge) ospita il Bay Watch, ristorantino ideale per la colazione o il pranzo: le omelettes sono una meraviglia. Poco distante, in Buchanan Street, i più golosi non rinunceranno ad un salto da Just Desserts. Se vi manca il cibo italiano, vicino al quartiere giapponese c’è Pasta Pomodoro: tutt’altro che una cattiva imitazione in salsa americana, perché persino i primi piatti sono buoni per davvero. Infine, in Union Street c’è la sede originaria di North Beach Pizza, che oggi ha diverse filiali ed è stata premiata come miglior pizzeria della città.

I posti di cui ho parlato sono evidenziati da un piccolo scarabocchio sulla cartina ormai logora che ho utilizzato. Di fianco una scansione. Ma ovviamente Internet è sempre la fonte più affidabile ed aggiornata per qualsiasi indicazione.


Due indirizzi su tutti:
www.sanfrancisco.net e www.google.com/local. Sì, il servizio di ricerca locale di Google negli Stati Uniti ha un’efficacia ai limiti della magia! Mi risparmio quindi di indicare l'indirizzo esatto di tutti i luoghi che ho citato. Buon viaggio!

martedì 7 marzo 2006

Modafinil: la pillola che cancella la stanchezza

Stress. Credo sia una delle parole più utilizzate nel linguaggio contemporaneo.

Chiunque voglia vendere un prodotto dotato di qualsiasi effetto benefico, salutare o rilassante esordisce con una premessa tipo: "La vita di ogni giorno, i ritmi lavorativi e lo stress ti distruggono? Niente paura..."

Nel mio caso, una delle maggiori fonti di stress e frustrazione è data dal fatto di non avere abbastanza tempo: amo fare milioni di cose, ma a stento riesco a ritagliarmi la possibilità di seguire, di tanto in tanto, le mie principali passioni. E quando ci riesco, spesso sono troppo stanco o assonnato per godermele appieno.

Durante l'Università, per alcuni periodi, ho vissuto (qui in Italia) con il fuso orario di New York City. Mi alzavo intorno alle 14: doccia, pranzo, ed ero giusto in tempo per seguire via internet l'apertura di Wall Street. Poi vivevo una normalissima mezza giornata italiana. Ma dopo mezzanotte la città era mia!

Potevo passare la notte a studiare o a lavorare al computer, lasciando la finestra aperta senza sentire alcun rumore. Potevo saltare in moto e andare a vedere le stelle senza sapere cosa fosse il traffico. Le stelle?!? Beh, sì: naturalmente non vivevo ancora qui a Milano...

Non rimpiango quei tempi in senso assoluto. E amo molti aspetti di Milano. Ma vorrei provare ancora, di tanto in tanto, la sensazione di "positiva solitudine" di quelle notti.

Dove voglio arrivare? Semplice.

Chi di voi non ha mai sognato di non aver bisogno di dormire? Di poter restare sveglio per decine e decine di ore, senza minimamente avvertire sonno e stanchezza? Sarebbe fantastico.

Leggete questo articolo.

"Un sogno per chi considera il dormire uno spreco di tempo, la soluzione ideale per chi vorrebbe una giornata lunghissima, senza fine. Basta una pillola. Si chiama Modafinil ed è capace di dimezzare il bisogno di sonno. (...) Lanciata nel ’98 negli Stati Uniti, per moltissimi americani è diventata insostituibile. Basti pensare che il fatturato delle vendite è passato dai 25 milioni di dollari del ’99 ai 575 milioni nel 2005. Un fenomeno di cui si è accorto il settimanale scientifico Usa New Scientist che al Modafinil ha dedicato la copertina e un lungo articolo. (...) La pillola anti sonno riesce a fornire al fisico la stessa sensazione di riposo data da 8 ore di sonno. Ma è diversa da tutte quelle sostanze che si usano per mantenersi svegli come la caffeina o le anfetamine. (...) Dà una sensazione naturale di allerta e mancanza di sonno senza il potente sbalzo fisico e mentale dei precedenti stimolanti. E lascia senza debito di sonno"


Ora, io detesto le medicine: le assumo solo quando è strettamente necessario, e raramente vado oltre un'Aspirina o uno Zerinol. Ma c'è una parte di me che, al di là di ogni valutazione di rischio ed opportunità, proverebbe subito questa pillola.

Insomma... la possibilità di sentirsi freschi, tonici, invincibili, reattivi... un'inarrestabile macchina da guerra... capace di passare dal lavoro allo sport agli hobbies senza battere ciglio... senza mai esaurire il tempo e le energie...

Potrei mantenere gli attuali ritmi lavorativi e in più frequentare tanta gente, allenarmi per la maratona, leggere montagne di libri, andare assiduamente in palestra, guardare decine di film, fare trekking, rispondere a tutte le mail, nuotare ogni mattina, portare al limite la nuova gomma della mia moto, smanettare con il computer, chiamare le tante persone a cui voglio bene e che non sento mai...

E questo sarebbe soltanto l'inizio.

Ma una pillola può essere una vera soluzione? Probabilmente no. E poi dormire, tutto sommato, è bello. Il fatto è che le scorciatoie sono sempre un'irresistibile tentazione...

lunedì 6 marzo 2006

Realizzare video per iPod, PSP, cellulari

Facciamo un passo indietro. Quali sono i due formati video accettati dall'ultima versione di iPod?

- H.264, risoluzione 320 x 240, bitrate fino a 768Kbit/sec, 30 fps, audio AAC-LC campionato a 48Khz stereo;

oppure:

- MPEG-4 SP, risoluzione fino a 480 x 480, 2,5 Mbit/sec, 30 fps, audio AAC-LC fino a 160 Kbit/sec a 48Khz stereo (estensioni .m4v, .mp4 e .mov).

Qualsiasi video che non risponda a questi requisiti provocherà il rifiuto da parte di iTunes di caricarlo sull'iPod. Ma niente paura: non occorre ricordare tutta questa roba...

Un piccolo software come ImTOO Mpeg Encoder ha p
arecchi settings preimpostati tra cui scegliere per la conversione dei propri video, inclusi quelli che tanto piacciono al nostro iPod, quello destinato alla Playstation Portable, e il leggerissimo formato 3gp che consente la fruizione di video su molti telefonini: